Pochi sono i luoghi che ti lasciano col fiato sospeso, che ti emozionano alla sola vista. Sicuramente la Basilicata appartiene a questa categoria: un territorio incantato i cui paesaggi richiamano frotte di turisti da tutto il mondo, tra cui anche celebrità del calibro di Francis Ford Coppola e Mel Gibson: proprio quest’ultimo girò in Lucania La Passione di Cristo, record mondiale di incassi. Il kolossal indirettamente contribuì a portare alla ribalta internazionale i già celebri Sassi di Matera, Patrimonio mondiale dell’Unesco, luogo amato ed ammirato da secoli ma che trascina con sé un passato infausto. Nel 1948 nacque infatti la “questione Sassi” sollevata dai politici Togliatti e De Gasperi: Matera fu definita “vergogna nazionale”, visto il grado di arretratezza e sottosviluppo in cui versava. Ma ben presto le cose sarebbero cambiate: arrivarono così cospicui fondi che servirono per la costruzione di nuovi quartieri residenziali dove si sarebbero dovuti trasferire tutti gli abitanti, circa quindicimila, che prima abitavano nelle secolari “case-grotte” dei Sassi
In pochi decenni Matera si è trasformata da “vergogna nazionale” a “Patrimonio dell’Umanità”, nel 1993. Tra le motivazioni che spinsero l’Unesco ad assegnare ai Sassi il prestigioso riconoscimento, la considerazione secondo la quale «i Sassi ed il Parco delle chiese rupestri di Matera costituiscono una eccezionale testimonianza di una civiltà scomparsa, (…) esempio rilevante di un insieme architettonico e paesaggistico testimone di momenti significativi della storia dell’umanità. (…) L’equilibrio tra intervento umano e l’ecosistema mostra una continuità per oltre nove millenni, durante i quali parti dell’insediamento tagliato nella roccia furono gradualmente adattate in rapporto ai bisogni crescenti degli abitanti». Tuttavia, negli ultimi tempi questo luogo d’incredibile fascino sta subendo l’onta dell’abbandono, dell’incuria, dell’inciviltà. Con, il più delle volte, la complicità di una politica locale rimasta inerte. Un degrado che ora è denunciato dagli attivisti del movimento meridionalista ed antimafia Insieme per la Rinascita, che negli scorsi mesi si sono già occupati dei Quartieri Albanesi nel Sasso Caveoso e di San Nicola all’Ofra nella Murgia Materana. Questa volta a fare scalpore è il profondo stato d’abbandono in cui versano i Sassi più antichi: in un reportage video e fotografico il Movimento ha denunciato la presenza di numerosi cumuli di rifiuti, alcuni addirittura nascosti e murati con blocchi di tufo all’interno delle antiche “case-grotte” dei Sassi di Matera, icone della città antica famosa in tutto mondo.
Rifiuti urbani, ingombranti, materiali edili e residui d’ogni tipo si possono scorgere all’interno di queste strutture secolari, dove una volta vivevano intere famiglie costrette dalla povertà a sopravvivere in spazi angusti, umidi e malsani. Cavità ora oggetto di progetti di recupero ambientale, storico e culturale. «Quel che desta maggiormente scalpore – denuncia il coordinatore lucano Nicola Catena – è che a pochi metri di distanza da molti di questi sversatoi illegali sorgono i locali della Fondazione Sassi di Matera. Nel Sasso Barisano, nel Sasso Caveoso e alla Civita le discariche rupestri non risparmiano alcun luogo: basta abbandonare le vie principali dei Sassi, addentrandosi nei vicoli più stretti, per osservare questi orrendi muri di tufo che si sostituiscono agli ingressi delle grotte. Cavità che vengono prima riempite di rifiuti e poi murate. E ora cominciano ad arrivare proteste vibranti: ristoratori e residenti si sono lamentati anche per la presenza di topi e blatte». A testimonianza di questo vero e proprio scempio, su youtube il Movimento meridionalista ha postato un breve video. «Non si possono più tollerare situazioni di degrado del genere, soprattutto nelle regioni del Sud dove il turismo costituisce uno dei pilastri portanti dell’economia. E’ vergognosa l’apatia di alcuni Comuni, ma ancora più indecente è il disinteresse del governo centrale che al Settentrione non risparmia mai ingenti finanziamenti, mentre quando si tratta di investire nel Meridione è totalmente assente», spiega Stefano Lo Passo, presidente di Insieme per la Rinascita. «Ricordiamo che Matera è in corsa per il titolo di “Capitale Europea della Cultura del 2019” e certamente un degrado del genere non passerebbe inosservato. Chiediamo dunque al Sindaco Salvatore Adduce i motivi che hanno portato a questa drammatica situazione e un pronto intervento dell’amministrazione comunale». Ma anche il governo centrale dovrà fare la sua parte. Qualcuno salvi i Sassi di Matera. Ora o mai più.
Link al VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=bw01TWcqMVg